La nostra risposta

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Da “Oca sapiens” a oca “sine grano salis”
Il passo è breve, e così…
…”Gentile Sylvie, navigando nel web mi imbatto nell’articolo pubblicato da te su questo blog. Un articolo scritto da una certa Daniela Ferrari decisamente offensivo per i membri dell’associazione Quelli dell’Artemisia Annua ONLUS. Ed è proprio a lei che mi rivolgo con questa risposta. Daniela sostiene che l’omeopatia è una pseudo-scienza (ma non puoi specializzarti in omeopatia se non sei laureato in medicina) e anche fosse così, a parere mio, la gente è libera di curarsi come meglio crede. Sempre Daniela ci va giù pesante dichiarando che l’Artemisia Annua ONLUS “vuole convincere i pazienti oncologici ad abbandonare le terapie convenzionali per sottoporsi a terapie pseudo-scientifiche a base di improbabili composti fitoterapici, in particolare estratti idroalcolici dell’Artemisia annua (che è illegale da importare e vendere in Italia)” O mio Dio!!!!! Ma sono pazzi questi dell’Artemisia Annua!!! Vado a vedere sul sito della Onlus e leggo “I consigli forniti all’interno del sito sono esclusivamente il frutto dell’esperienza personale vissuta dal Sig. Amedeo Gioia. Esiste un protocollo nazionale per i pazienti oncologici ed il seguire i consigli contenuti all’interno del presente sito non rappresenta un invito ad abbandonare le cure previste dal protocollo.” Ah menomale, allora non cercano di convincere i pazienti ad abbandonare le cure tradizionali. Ahi Ahi Ahi Daniela, mi hai fatto prendere un colpo! Ma andiamo avanti, poca informazione, un errore o una svista, possono accadere a chiunque. Continuo a leggere e finalmente trovo i nomi delle persone che collaborano con l’Associazione Artemisia Annua. Daniela ma che combini? Il Dr. Ivano Ferri Hammarberg è un oncologo non un omeopata! Ma leggo ancora e scopro sempre dalla penna frizzante di Daniela Ferrari che la vendita dell’Artemisia Annua è illegale. Come illegale? Faccio una ricerca e trovo il testo citato da Daniela. E’ su una pagina di Confesercenti effettivamente trovo scritto che “non essendo la pianta in questione ricompresa né nell’allegato 1 al D.M. 9 luglio 2012 (Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali), né nella cosiddetta “lista Belfrit”, di cui al Decreto dirigenziale 27 marzo 2014, recante aggiornamento del predetto Decreto ministeriale, si ritiene che il relativo commercio come componente vegetale ammessa all’impiego in integratori alimentari non dovrebbe essere consentito sul territorio nazionale, né on line, né in erboristeria, né in qualsiasi altro esercizio commerciale”. NON DOVREBBE non significa NON E’, ma l’italiano si sa è una lingua difficile e piena di sfumature, forse Daniela ha dato la sua interpretazione al testo. Confesercenti chiede una risposta al Ministero, ma di questa non c’è traccia per il momento. Approfondirò e vi saprò dire. Nell’articolo leggo “Fnomceo segnalerà l’erborista e l’omeopata ai rispettivi ordini provinciali; La Sapienza sta cercando la “convenzione” con il prof. Bizzarri; finora il ministero e AIFA non mi hanno mai risposto, ma non dispero… “ Ecco, non dispero nemmeno io, sono convinta che riusciremo a fare un gran lavoro Daniela! Tra le tue informazioni e le mie ricerche potremmo davvero fare un bel lavoro! Magari anche veritiero! Una cosa è certa: l’esperienza di Amedeo Gioia vale la pena di conoscerla. Il gruppo nato per divulgare quanto accaduto ad Amedeo non grida ai miracoli e non sollecita in alcun modo di interrompere le terapie convenzionali. Chi gestisce sito e pagina facebook non può essere responsabile di commenti di terzi. E cosa non trascurabile nessuno di loro si spaccia per quello che non è. Anzi, per non commettere sbagli si sono affidati a dei medici che a prezzi assolutamente ragionevoli possono visitare persone che soffrono di questo brutto male. Tali medici, ti prego di verificare, non consigliano di smettere le terapie convenzionali. Per tutto il resto restiamo in contatto!”

Alessandra Aureli
Responsabile comunicazione
Quelli dell’artemisia annua Onlus

http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it

Quanto accaduto è quanto meno ridicolo, la “giornalista” Silvye Coyaud prende a pretesto le illazioni di una sconosciuta in un commento ad un primo articolo facendole sue, cercando di avvalorarle con sue congetture.                                                           La signora volutamente omette di raccontare del premio Nobel in medicina dato alla Dottoressa Youyou Tu, nobel sull’utilizzo dell’artemisia annua e sull’artemisinina usata per combattere la malaria. Il mondo non finirà mai di stupirmi, la superficialità con cui chi dovrebbe perseguire la verità tratta certi argomenti e certe realtà é colpevolmente diffusa, tanto da sembrare ormai contagiosa.

Emiliano Gioia
Presidente dell’associazione
Quelli dell’artemisia annua onlus