Lo strano destino di un uomo piccolo piccolo

Lo strano destino di un uomo piccolo piccolo

Lo strano destino di un uomo piccolo piccolo, di questo si tratta; un uomo alle prese con un avventura enorme, una di quelle avventure drammatiche in cui stranamente tutti i tasselli vanno al posto loro da soli.

Quando il 1 aprile 2014, dopo aver parlato con il chirurgo che si era occupato della tentata operazione per la rimozione della vescica di mio padre, mi trovai a fare i conti con una scelta da fare, dire o non dire a mio padre quanto tempo gli rimaneva. Secondo il medico (e non solo) dire ad un malato terminale quanto tempo gli rimane è pericoloso, e condivido in parte la logica del ragionamento, la parte per cui non condivido una scelta del genere è quella morale; e poi parliamoci chiaro, io vorrei sapere tutto quello che riguarda la mia personalissima vita, figuriamoci la mia “intimissima” morte, fatto sta che detto a mio padre tutto quello che c’era da dire cominciai a cercare, il primo problema da risolvere era quello dei dolori che sentiva papà e cominciai a cercare un “surrogato” della Cannabis, molti penseranno perché un surrogato? Perché l’unico vizio considerato accettabile da mio padre (stupidamente) sono le sigarette, parlare con lui di cannabis sarebbe stato come chiedergli di guidare un aereo, cercando mi imbattei in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=CTGDxs1Osew

Guardo tutto il video, lo guardo di nuovo e comincio a segnare tutte le erbe che menziona e a cercarle in rete, in pratica la sera avevo decine e decine di schede aperte perché non mi bastava cercare le piante, avevo bisogno di capire le controindicazioni per ognuna di esse, dovevo capire quanto e come erano state testate, quanto potevano essere pericolose per in cardiopatico, con il passare del tempo le decine di schede aperte cominciavano a diminuire, anche se spesso ero costretto ad aprirne altre per capire i termini che leggevo. In questo modo sono arrivato all’artemisia annua.

Non contento cercai di capire quale fosse il modo migliore per somministrare l’artemisia annua, non esisteva una vera posologia contro il cancro, cercando trovai moltissimi articoli scritti in inglese, alcuni molto particolareggiati, altri estremamente sommari, poi lessi gli articoli del dottor Len Saputo, quelli del Dottor Henry Lay, collegai le cose e arrivai alla quantità di principio attivo che mio padre avrebbe dovuto assumere ogni giorno.

Il giorno delle sue dimissioni dall’ospedale lo convinsi a leggere quello che avevo letto io e fu sua l’idea delle fiale di ferro da prendere la mattina prima di assumere artemisia annua. Così è iniziata l’avventura di un uomo piccolo piccolo, mano per mano con il proprio padre.